Ogni promessa non è un debito. Viviamo un po’ come ci pare.

Promesse mantenute e non pervenute. Ho già chiesto scusa una volta e no, stavolta non lo farò. Credo nelle passioni. Credo tanto in tante passioni diverse e credo che nessuna di queste abbia un tempo e un modo prestabiliti per essere vissute e raccontate. Quindi scriverò e condividerò con voi solo nel mio tempo e nel mio modo. Forse imparerete ad amarmi anche per questo o forse mi odierete ma, in fin dei conti, questa sono proprio io.

Amore, Amicizia, Opportunità, influenza, Viaggi, il mix perfetto per chiudere un anno ed iniziarne un altro.

Sono stata a Roma. La capitale. E mi ha letteralmente tolto il fiato, come da bambina quando salivo sulle giostre in Piazza Navona. Non è cambiato poi tanto, è aumentata solo la monnezza.

A gennaio dovevo andare a Copenaghen ma a causa dei miei malanni ho dovuto piangere e rinunciarvi. Non ho fatto in tempo a guarire completamente che le mie Amiche mi hanno fatta volare a Parigi.

Devo dire che, nonostante la pioggia incessante, i capelli da barboncino, il pellicciotto stile cane bagnato, e miei attacchi di nervi, Paris mi ha riempito gli occhi di luce e mi ha ricordato quanto da sempre ami la letteratura francese. Un calice di buon vino francese è stato d’obbligo al Cafè du Flore; per un attimo ho creduto persino di conversare con Sartre e Baudelaire e invece erano le mie Amiche che commentavano i prezzi esagerati del caffè.

(Parigi con la pioggia è effettivamente molto stressante e romantica.)

E a proposito di proletariato, la più grossa novità di questo 2018, è che ho un lavoro. Ho un lavoro vero. Di quelli che mi occupano la giornata, che mi fanno litigare con il traffico e con la neve – che ha smesso di piacermi con la fine del liceo – e che mi fa sentire bene, nonostante tutto.
Ho iniziato anche un nuovo percorso di studi per mio conto e quindi posso dire che in questo momento faccio davvero tutto quello che mi piace rispettando la volontà del mio cuore; ho raggiunto finalmente il mio unico obiettivo: fare qualsiasi cosa purché mi renda felice.

Tutto ciò mi ha fatto parecchio pensare a chi, in uno dei miei colloqui di qualche settimana fa, non credeva nel mio essere eclettica.

Ho deciso quindi di dedicare questo post a quelli che si credono confusi, diversi, inaccettati, soli, persi, incompresi.

Non siete soli. Non siete meno. Il vostro essere poliedrici non deve mai essere un ostacolo. Non dovete mai giustificarvi con nessuno per le vostre passioni e per i vostri interessi. Anche se questi sono contrapposti tra loro. Se amate la moda, il design, la medicina, gli animali, la letteratura, la fotografia, la musica, se avete praticato mille sport, se da piccoli volevate fare l’insegnante, poi lo speleologo, poi l’astronauta, allora forse siamo uguali. Prima credevo in chi, in me, non ci credeva. Ora credo in me. Credo in voi. Per cui percorrete pure tutte le strade che volete perché vedrete il mondo da tante angolazioni diverse. Lo vedremo insieme. Vivete in libertà e buttatevi in tutto ciò che volete…per provare, per emozianarvi, per stupirvi ancora. A volte andrà bene e a volte meno, ma non finirete mai di finire. Perchè voi di sogni ne avete tanti. Non abbiate confine. Semplicemente, vivete la vita come più vi piace perchè il vostro essere illimitati non deve mai essere il limite alla vostra vita.

Ps. L’azienda per cui avevo fatto quel colloquio mi ha chiamata qualche giorno fa per un’offerta di lavoro.

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