Camerino.

Ciao ragazzi, la febbre è passata e stasera si va a mangiare sushi!🍣🍣🍣

Oggi vi faccio fare un piccolo viaggio in un pezzo della mia vita trascorso in un posticino nel mondo che ho molto a cuore.

Camerino è un ridente paesino di circa settemila abitanti delle Marche, nella provincia di Macerata, ed è proprio qui che ormai vivo da dieci anni.

Sono nata a Fabriano, in provincia di Ancona e sono cresciuta a Matelica, a pochi chilometri di distanza. Qualche anno dopo la perdita di mio papà, mamma ha fortunatamente ricominciato la sua vita conoscendo Stefano, che oggi è suo marito; appena concluse le scuole medie mi sono trasferita ufficialmente a Camerino, la sua città, nella quale ho poi frequentato il Liceo Classico.

Quegli anni non sono stati sempre facili; il primo anno di liceo non sopportavo i miei compagni e la cosa era reciproca; a giugno di quell’anno avevo deciso di trasferirmi a Fabriano. A settembre decidevo di rimanere, probabilmente grazie all’incoraggiamento di quella che all’epoca era la mia migliore amica, Francesca. Al secondo anno odiavo i professori e ho smesso di studiare. Al terzo ricominciavo a passare le giornate sopra i libri perché non volevo deludere nessuno, essendo andata sempre bene a scuola. Ma purtroppo il greco e la matematica sono materie che devono essere studiate con costanza. Tre era diventato davvero un numero magico. Al quarto anno studiavo quanto basta, con i miei compagni si era creato un legame davvero forte che ancora oggi rimane. Al quinto anno mi ammalavo e sono dovuta rimanere un mese intero a letto. Ma poi la patente, la maturità e la libertà tanto attesa.

In tutto questo trambusto adolescienziale fare amicizia con le ragazze del posto è stato sempre difficile, al contrario con i ragazzi mi sono da subito trovata a mio agio, soprattutto con il mio Marchino che oggi è uno dei miei più grandi amici, anche se ci vediamo poco. Ho dei ricordi bellissimi di noi a chiacchierare sulle panchine alla Rocca, delle passeggiate al centro con annessa merenda da Braghetti. Degli aperitivi al Dada Zen, delle birre all’Asterix. Delle “salate” nascosti al piano inferiore del Caffè Concerto. Di qualche sigaretta alla vaniglia – che ora al solo pensiero vomito – di nascosto, Sotto Corte.

Potrei continuare per ore ma per voi sarebbe solo un elenco di cose e di posti perché è difficile descrivere la bellezza dei ricordi.

Quasi un anno fa un cataclisma inimmaginabile ha rotto per sempre quelle vie, quelle case, i nostri cuori, ma non ha cancellato in nessuno di noi quegli attimi di vita vissuta.

Il terremoto ti colpisce e ti insegna a “rimanere in piedi anche se questa terra trema”. Il terremoto ti mette alla prova. Il terremoto ti cambia. Il terremoto porta problemi.   

L’abbandono però, quello no, non lo porta il terremoto.

Oggi, vi scrivo per chiedervi di firmare questa petizione affinché si possa tornare presto a passeggiare per quelle vie e avere, un giorno, nuovi ricordi da raccontarci.

Una FIRMA può fare la DIFFERENZA.

👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇

https://www.change.org/p/sergio-mattarella-salva-camerino-dall-abbandono-post-terremoto?recruiter=202272581&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition&utm_term=triggered&utm_content=nafta_copylink_shortlink_1%3Areal_control

Grazie, a presto!

Chicca.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...